sabato 13 novembre 2010

E se ce ne andassimo?


L'argomento è serio, ma non leggete questo post se non siete abbondantemente visionari, al limite del fuori di zucca, come me (e per fortuna qualcun altro).

La storia, forse ne avete letto, è quella del progetto "100-year Starship" che è stato ufficialmente annunciato dal Pentagono e dalla NASA e che prevede uno studio multidisciplinare che durerà un secolo, alla fine del quale un'astronave lascerà la Terra per colonizzare altri pianeti, possibilmente fuori dal sistema solare. Il viaggio sarà, dichiaratamente, "one way"; l'astronave, con tutto il suo contenuto umano, non tornerà mai più indietro.

Se avete proseguito nella lettura nonostante l'avvertimento iniziale e state sghignazzando, non siete visionari e vi state pure chiedendo se si possa mai parlare di queste idiozie con tutti i problemi che affliggono i normo-pensanti. Ma un altro stravago-pensante, Stephen Hawking, ha chiaramente detto che dobbiamo sbrigarci a trovare un altro pianeta da inguaiare, visto che quest'unico che abbiamo l'abbiamo ridotto con le pezze al culo: http://www.repubblica.it/2006/06/sezioni/esteri/megalopoli-sorpasso/profezia-hawking/profezia-hawking.html
Quindi continuiamo con il nostro esercizio di pensiero non funzionale; i normo-pensanti vadano a leggere cose serie.

Non si sa molto del progetto; cercando qua e là ho trovato il comunicato ufficiale della DARPA (l'agenzia del Pentagono che lo finanzia in gran parte) mentre la NASA parla poco:
e qualche articolo in giro:

In un'intervista, l'unica per ora, uno dei responsabili del progetto ha parlato di viaggi inizialmente diretti su Marte già forse dal 2030 per collaudare le tecnologie, poi il grande balzo verso non si sa dove (ma per allora forse si saprà), ammesso che si sia sviluppato un tipo di propulsione completamente nuovo. Si parla di una ipotetico motore a micro-onde; per me potrebbe anche essere a elastico per quel che ci capisco.     
Quello che è certo è che sono stati stanziati inizialmente 1.100.000 dollari per cominciare a pensarci. Esperti di tutte le discipline dello scibile sono ora seduti a chiedersi "come cominciamo?"
Allora io mi sono fatto un po' di domande (perché io ci credo, anzi vorrei che fossero già passati i cento anni) e mi piacerebbe discuterne.

Dove li troveranno i volontari? Non è che svuteranno le galere? E se approfittasero dell'occasione per liberarsi di qualcuno? Uno parte sereno e scopre che nella branda sopra la sua c'è Capezzone, quando il vascello è già partito.
No, sul serio: se più generazioni dovranno succedersi a bordo dell'astronave prima di arrivare alla terra promessa, come fare per evitare di sbarcare sul nuovo pianeta dei disadattati che non riusciranno più a vivere fuori dal guscio dove hanno sempre vissuto?
Poi mi viene un sospetto: tra cent'anni l'ingegneria genetica sarà molto più avanzata e qualcuno potrebbe fare il pensierino di crearlo, l'equipaggio perfetto e geneticamente programmato. Anzi, già che ci siamo, si potrebbe pure pensare di formare un equipaggio solo femminile che si riprodurrà per partenogenesi durante il viaggio. Maschi a marcire nel passato, donne nel futuro.

E quando arriveranno, saranno ancora uomini? Oppure avremo creato i marziani? E se dovessero riuscire a fondare una nuova civiltà, dopo qualche milione di anni perderebbero la memoria della Terra? Potrebbe anche essere già successo e non lo sappiamo più: chissà da dove siamo arrivati.
Urka, che deriva stravago-pensante.  

E finalmente arriviamo non all'ultima ma alla prima domanda: se fosse oggi, io ci andrei?
Non so; ma sento un'attrazione fatale. Io questi viaggi li ho già fatti tante volte col pensiero e li faccio ancora oggi; come potrei farmi scappare l'occasione di farne uno per davvero anche se di sola andata e anche se sapessi che non uscirò mai più da quell'astronave? No, non potrei mai perdonarmi di aver rinunciato.

Bravo questo pioniere da strapazzo, lo dice perché tanto sa che non avrà mai l'onere della prova.
Dite? E voi?

1 commento:

  1. No, io no perché non mi fido. E di chi dovrei fidarmi? Della Nasa? Di Obama? Di Napolitano? Di La Russa? Invece faccio una modesta proposta: mandiamoci loro a riprodursi nella navicella così prendiamo due piccioni con una fava: ce li togliamo di torno e abbiamo più spazio per noi sul povero pianeta Terra. Ma lo sapete che “loro” sono tantissimi, i privilegiati, quelli “più uguali degli altri”, ingombranti e sanguisughe?
    Ieri sono stata al Campidoglio negli uffici del sindaco di Roma. C’era un via vai pazzesco, tutti in tiro, scarpette di cuoio inglese, cravatte ultimo grido, colletti bianchi un po’ rigidi, tutti avanti e indietro tra il bar e la terrazza affacciata sul Foro Romano, il bar per il caffè, la terrazza per la sigaretta, tutti a brigare, raccomandare, fare affari, uguali uguali agli antichi romani nei Fori sotto di loro. E lo sapete quanto costa un caffè e un’acqua minerale al bar del Campidoglio? 1 euro. Si, avete capito bene, solo 1 euro. Perché il resto lo paghiamo noi altri che per vedere i Fori ci mettiamo in fila.
    Sentite a me: mandiamoli a cercare il nuovo pianeta, la terra promessa, li convinciamo facilmente, basta dire loro che chi arriva prima si siede, avrà una poltrona e affari d’oro!
    Noi restiamo qui a goderci il panorama affacciati sul Foro, a veder cadere la 1à e poi la 2à e, nel caso, la 3à Repubblica e non faremo una piega perché è tutto già successo. Ettore, resta con noi, non ci lasciare …abbiamo un disperato bisogno dei fuori di zucca (fritti:-)

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